L’arrivo della bella stagione non porta sempre con sè salute e benessere per i cani!
Col mitigarsi delle temperature, le condizioni ambientali diventano favorevoli al diffondersi di parassiti esterni quali zecche, pulci e pidocchi, che passeggiano e albergano sulla cute dei cani, determinando, oltre a prurito associato alla loro puntura, anche rischi ulteriori e talvolta gravi.
Le zecche sono infatti veicolo di malattie quali l’Ehrlichiosi, che dermina anemia e febbre ricorrente e resistente ai comuni antibiotici, la Borellosi o Malattia di Lyme, che dà grave artrite associata a difficoltà nel movimento, vomito, febbre, miocardite, e la Rickettziosi, che può portare alla morte nei casi più gravi.
Le pulci possono determinare allergie con prurito così intenso che il cane arriva a ferirsi, inoltre veicolano il Dypilidium caninum, ovvero la tenia del cane e del gatto.
Da queste indiazioni emerge l’importanza di un’accurata prevenzione basata sulla lotta ai parassiti, sia diretamente sul cane, sia nell’ambiente.
Altri artropodi pericolosi per i nostri cani sono le processionarie, piccole farfalle notturne, molto pericolose nel loro stadio vitale di bruchi, estremamente urticanti
e imenotteri quali api, vespe, calabroni, che possono infliggere delle punture molto dolorose, fino a determinare talvolta shock anafilattico.
Per questi insetti non esistono repellenti particolarmente efficaci, per cui è bene tenere a disposizione del cortisone da usare nell’emergenza, in attesa del controllo veterinario.
Meno fastidiosa, ma pericolose per le malattie che trasmettono sono le zanzare e i flebotomi,
che veicolano rispettivamente le larve microscopiche della filaria e il protozoo che causa la leishmaniosi (di cui abbiamo parlato in un post precedente)
Inoltre, il contatto con pollini, muffe, acari, vegetali o polveri presenti nell’ambiente nella bella stagione può anche determinare delle fastidiose dermatiti atopiche (allergiche), associate a congiuntiviti ed otiti, evidentemente stagionali e difficilmente contrastabili, se non con somministrazioni ricorrenti di farmaci o parafarmaci che riducano la soglia di reattività soggettiva del sistema imunitario. Ovviamente il cane allergico deve essere tenuto il più lontano possibile dall’allergene in questione.
Il caldo e l’umidità della primavera e dell’estate predispongono anche alla diffusione delle micosi cutanee, determinanti arree alopeciche, circolari, talvolta arrossate, spesso diffse in più parti del corpo, che tendono a preoccupare soprattutto per il rischio di trasmissione all’uomo (e chi vi scrive sa cosa rappresentano, perchè purtroppo qualche anno fà ha provato personalmente… Non è consigliato!!!) La terapia delle micosi, sarà affidata prettamente a lozioni, pomate o antimicotici, da somministrare per periodi piuttosto lunghi.
Altro rischio associato alla stagione calda è la presenza, non solo in campagna, ma anche in aree verdi cittadine, d’ariste di graminacee,
i famigerati forasacchi, dalla straordinaria capacità di penestrare cute e tessuti per forare tragitti impossibili da curare fintanto che il corpo estraneo non viene rimosso. Spesso i nostri cani, sempre con naso a terra, inalano il forasacco che deve essere poi estratto dalle cavità nasali se non è stato ancora deglutito o, nei casi più gravi, asportato per endoscopia, se il cane, correndo a bocca aperta, lo ha involontariamente aspirato in trachea e quindi nei bronchi. In altri casi, generalmente frequenti, i forasacchi penetrano nel canale auricolare di cani dalle lunghe orecchie pendule e pelose, come cocker e setter.
Risulta quindi d’esrema importanza evitare passeggiate in campi o aree verdi cittadine a rischio e, non appena si abbia il sospetto che scuotimento delle orecchie, starnuti, lesioni cutaneee o tosse possano essere determinati dalle ariste, condurre prontamente il cane ad una visita.
Il caldo soffocante della stagione estiva può portare con se un’altra insidia: il colpo di calore. La termoregolazione dei cani è piuttosto carente se paragonata alla nostra ed è quasi esclusivamente affidata alla sudorazione dei cuscinetti plantari e alla salivazione a bocca aperta.
Risulta quindi evidente che temperature elevate, già mal sopportabili per noi, diventino intollerabili per i cani. Essi, infatti, lasciati in macchina, in spiaggia o comunque esposti al sole nelle ore più calde della giornata rischiano un’ipotermia con collasso, coma e morte se non curati il pria possibile con spugnature d’acqua fredda, per far tornare rapidamente la temperatura a livelli compatibili con la vita.